Transformers

AutobotDopo l’infelice serata con I Fantastici 4 e Silver Surfer, il Geek-o-meter™ era talmente in allarme che per prudenza Transformers l’avrei noleggiato in DVD [1], se solo non avessi già preso accordi per la serata.
Invece no: l’idea mi turba, ma sia scritto che mi sono divertito come al cinema non accadeva da tempo. Per carità: si è visto parecchio di meglio, grazie a Dio, ma qui parlo d’altro: pura regressione, esperienza ludica prima che cinematografica, come Batman al cinema della parrocchia nel ‘90, ed è uno standard bello alto.

Sarà che a suo tempo fu con He-Man e i primi Transformers che i miei conobbero il lato oscuro di TV e merchandising (molto merchandising, amici della Gig), sarà che robot antropomorfi, serie giapponesi e guerre bipolari tra Bene e Male si annidano nel DNA dei nati e cresciuti in quegli anni [2], ma già durante l’intervallo mostravo più entusiasmo del tredicenne che mi sedeva accanto. E lì a spiegargli del cattivo che diventa una P38 Special, che quell’altro era un F-15, quello giallo un Maggiolino, quello invece una Countach (meta-amarcord anni ‘80, che mica lo sa cos’era una Countach, un tredicenne di oggi) o che gli Autobot si chiamano Autorobot, che Optimus Prime si dice Commander e i Decepticon sono i Distructors, grazie.

Chi si è perso i Transformers old-school lo veda comunque, e per più di un motivo: modelli e relativa animazione segnano un nuovo standard col quale bisognerà misurarsi da qui in poi [3] (non ultimo sul fronte dell’integrazione tra CG e riprese reali), effetti e colonna sonora meritano l’impianto di una buona sala, e Michael Bay, come regola generale, rende meglio sul grande schermo.
Se qualche carenza - specie nel secondo tempo - si fa notare nel dipartimento narrativo (non lo ricorderete per il plot geniale o la scelta dei tempi, ma forse andrà rivisto come saga), il registro oscilla molto bene tra commedia, dramma e azione, rendendo un film soprattutto spettacolare anche piacevole, posto che riusciate a superare le frequenti incursioni (specie alla fine) nella retorica moral-patriottico-paternalistico-militare tipica dei cartoni anni ‘80.

[1] Non posso più “non-riavvolgere” i DVD a titolo di ritorsione per un brutto film come una volta facevo con le cassette, purtroppo

[2] Menzione speciale a Jason “Megatron” Burrows e al pompiere che ora si chiama “Optimus Prime”

[3] Non scrivo paragoni azzardati, ma sia detto che in cuor mio li sto facendo






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