Archive for the 'Scrivo' Category



Jack Brauer

Osama è ancora là fuori, da qualche parte, e arrestano per guida in stato d’ebbrezza l’unico uomo in grado di fermarlo.

Il grande Donatore Sciò

Più passa il tempo, più mi convinco che di fronte alle scelte personali in merito a dolore e malattia, lo spazio per i moralismi tenda allo zero (per i moralismi, degli aspetti legali ne parliamo un’altra volta).
Insomma, se a trentasette anni ne avessi circa ‘niente’ da vivere, un obolo ai miei lo lascerei volentieri […]

Matrix Re-reloaded

Ho pensato a un finale alternativo di Matrix (il primo, quello bello):
Interno notte. Morpheus, seduto sulla poltrona davanti a Neo, ha in mano una pillola blu e una rossa.

MORPHEUS: Pillola BLU: fine della storia, domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai; Pillola ROSSA: resti nel paese delle meraviglie e […]

Elegia del piano inclinato

Sia detto: l’anagrafe mi escluse, per difetto, dall’età del flipper. Ma mi concesse di udirne il canto del cigno, prima che una dura selezione premiasse quei pur gloriosi mattoncini ed invasori spaziali, che i bambini oggi confondono col televideo.
Ho ammirato gli ultimi esemplari di quella nobile razza ormai perduta, ibridi orgogliosi, nello strenuo tentativo […]

La paura fa novanta

Segue una scena scena di cui avrei potuto essere il pungente autore.
Ma la realtà ha una penna migliore della mia.
A casa della bambina:
La mamma (alla babysitter): “mi raccomando, se per caso vedete Harry Potter, manda avanti nelle scene più spaventose e cerca di spiegarglielo bene, in modo […]

L’ispezione.

Il rumore delle catene, da lontano ronzio, divenne un duro crepitio di ghiaccio e metallo, rompendo il silenzio della valle imbiancata. L’auto nera si fermò a pochi passi dalla baita, lasciando dietro di sè due solchi scuri, lungo una traiettoria irregolare fino alla foresta, in lontananza.
Dagli sportelli uscirono due figure maschili, avvolte in spessi […]

Un incontro

Rispondo all’invito lanciato nel blog Herzog
Scrivo dell’ipotetico incontro tra due scrittori che amo.
Mosca, inverno 1926. Ore 18.40
Un cittadino, solo, siede al tavolo di un caffé presso gli stagni del Patriarca.
Sotto gli occhi, una pièce teatrale resa ormai quasi illeggibile da troppe correzioni a matita, che riempiono ogni sapazio bianco. Dalla sigaretta, appena stretta […]






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